• My thoughts on the DO

    Starting practice is one of the most precious moments. It can be very exciting and eventually leads to fabulous growth. Now is the very moment to decide if to go all the way through.

    When I started judo practice I decided, that I would have done it for the rest of my life and that my Master would have been a constant presence in my thoughts.

    Fundamental to the DO is one ingredient: COMMITMENT, indicating, that self-discipline and persistence must be kept regardless of how hard it is.

    Practice puts us under constant stress, but without it we would never be able to develop our personality.

    Commitment and self-discipline are precious as gold for those seeking the DO.

  • In the Sixties

    1960: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

  • More than 40 years later!

    2007: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

Cenni Storici sul Kosen Judo – Parte 1

Sino al 1998 Hirata è  stato l’ultima persona vivente che ha praticato il Kosen Judo, in quanto aveva avuto esperienza diretta con il sistema della lotta a terra inserito da Kano nel Kodokan Judo. Hirata è morto nel luglio del 1998 all’età di 76 anni, era alto 162 cm e  pesava 62 kg, ma aveva straordinarie capacità nelle tecniche di ne waza.

Takeda Motsuge (nato nel 1794 a Matsuyama) fondò la scuola Fesen Ryu. Studiò il jujitsu fin da ragazzo. Aveva appreso il Namba Ippon Ryu da Takahashi Inobei ed inoltre aveva studiato presso le scuole Takenouchi Ryu, Sekiguchi Ryu, Yoshin Ryu, Shibukawa Ryu e Yagyu Ryu.

Nel momento in cui la classe dei Samurai si stava dissolvendo (1867) Takeda si orientò verso il combattimento senz’armi, con predilezione alla lotta a terra. Attualmente alcune scuole di Fesen Ryu si dedicano anche alle tecniche di proiezione.

All’epoca Kano aveva facilmente battuto la maggioranza delle scuole di jujitsu. Quella di Mataemon Tanabe sfidò l’Istituto Kodokan di Kano riportando la vittoria propria grazie alla lotta a terra (con leve articolari, strangolamenti ed immobilizzazioni). Jigoro colpito dall’abilità degli allievi di questa scuola chiese al loro insegnante Tanabe di svelargli i segreti della sua tecnica. Scelse i suoi migliori allievi e li mandò a studiarle.

La differenza tra i due metodi, kodokan e kosen, è più nello stile che non nell’organizzazione. Il primo metodo era prevalentemente orientato alle tecniche di proiezione, mentre il secondo era esclusivamente specializzato nelle tecniche a terra.

Agli inizi del 1900 le tecniche non erano ancora ben definite ed i combattimenti si svolgevano a terra con una violenza inaudita tanto che la resa dell’avversario era indispensabile per non provocarsi dolori lancinanti o delle brutte fratture. Si racconta che nei primi anni i combattimenti erano solo a terra, non avevano limite di tempo ne di spazio. Quindi i combattimenti continuavano per delle ore finché uno dei contendenti non veniva decretato vincitore, tramite la resa oppure l’avversario sveniva per tecnica di strangolamento o immobilizzato al limite dei 30 secondi. Si vinceva solo dopo aver ottenuto il punto della vittoria ippon, se veniva realizzato un mezzo punto wazaari il combattimento veniva dichiarato pari.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: