• My thoughts on the DO

    Starting practice is one of the most precious moments. It can be very exciting and eventually leads to fabulous growth. Now is the very moment to decide if to go all the way through.

    When I started judo practice I decided, that I would have done it for the rest of my life and that my Master would have been a constant presence in my thoughts.

    Fundamental to the DO is one ingredient: COMMITMENT, indicating, that self-discipline and persistence must be kept regardless of how hard it is.

    Practice puts us under constant stress, but without it we would never be able to develop our personality.

    Commitment and self-discipline are precious as gold for those seeking the DO.

  • In the Sixties

    1960: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

  • More than 40 years later!

    2007: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

Sayonara Geesink San, Un Tributo ad un Grande Judoka e Grande Amico con Tecniche Judo Eccezionali

Edizione Speciale

L’Amico Geesink nacque il 6 aprile del 1934 a Utrecht (Olanda) e viveva in Anton Geesink Straat. Nella sua città sorge un monumento che lo raffigura nell’immobilizzazione di Akio Kaminaga, riferita alla famosa finale delle Olimpiadi di Tokyo 1964. Questa tecnica gli permise di conquistare l’oro Olimpico alla prima apparizione del judo ai Giochi.

Ai giorni nostri un evento del genere potrebbe passare del tutto inosservato, ma allora fu il primo occidentale a battere un giapponese, meritandosi così di entrare nella fantastica storia del judo fondato da Jigoro Kano.

Olimpiade di Tokyo 1964 - Anton Geesink Medaglia d'Oro di Judo Open

La sua carriera è costellata da record che a tutt’oggi nessuno è riuscito ad eguagliare:

-3 volte Campione Nazionale Olandese di Lotta Greco Romana;

-17 volte Campione Nazionale Olandese di Judo;

-21 volte Campione Europeo;

-2 volte Campione Mondiale (Parigi 1961 e Rio de Janeiro 1965);

-primo occidentale a vincere la medaglia d’oro di judo ai Giochi Olimpici (Tokyo 1964);

-primo occidentale ad essere promosso 10° dan dalla Federazione Internazionale Judo;

-Presidente della Commissione Educazione e Diffusione del Judo;

-Dal 1987 Membro del Comitato Olimpico Internazionale;

-Responsabile dei Delegati Tecnici ai Giochi Olimpici.

Ha scritto diversi libri tecnici, tra cui l’ultimo pubblicato nel 2000 in inglese e giapponese dall’Università Kokushikan di Tokyo Based on Social Aspects and Biomechanical Principles, Divided in Two Parts. Questo scritto gli è valsa la laurea “Honoris Causa”.

Ho iniziato scrivendo “l’Amico Geesink” in quanto da oltre 40anni sono stato onorato della sua confidenza e stima.

Tenri (GIA) 1964 - Nicola Tempesta, Anton Geesink, Bruno Carmeni e Matsumoto dopo un Allenamento di Judo

Prima delle Olimpiadi di Tokyo (1964), grazie alla generosità di Shozen Nakayama (9° dan), 2° Shimbashira del Tenrikyo, Anton Geesink, Nicola Tempesta ed il sottoscritto fummo ospiti del Tenri Judo per rifinire la nostra preparazione a detti Giochi. Restammo per un paio di mesi ad affrontare i duri e tradizionali allenamenti di questa università, molto famosa in quanto considerata la fucina di Campioni Mondiali ed Olimpici. A quei tempi il “Grande Maestro” dell’università fu Yasuichi Matsumoto (9° dan), primo Campione Nazionale Giapponese di Judo (1948).

Nel lungo periodo in cui siamo stati ospitati in una delle case di Nakayama, fummo serviti e riveriti quali ospiti d’onore. Anton era molto affabile, carismatico, ma si dimostrò anche un ottimo amico e buontempone.

Una sera sul tardi decidemmo di farci una nuotata nella piscina della città. Eravamo i soliti tre, i due colossi Geesink-Tempesta ed il sottoscritto più un certo Kleine, un’altro olandese di circa 60kg. Tutti entrarono in acqua al di fuori di chi scrive, in quanto non amavo ne il mare ne la piscina.

Tenri (GIA) Settembre 1964 - Tempesta, Matsumoto, Nomura e Geesink: Come Far Crescere i Piccoli!

Non appena Nicola si immerse, Anton uscì dall’acqua portandosi via i vestiti di quest’ultimo. Ma da buon napoletano come si sul dire aveva “mangiato la foglia”, pertanto si precipitò fuori dall’acqua anche lui portandosi via i vestiti del 60 chili.

Geesink si era messo i pantaloni, ma era senza camicia e Nicola aveva indossato, per modo di dire i pantaloni di Kleine con il sedere completamente scoperto.

Immaginate questa scena alquanto bizzarra in una serata calda nella cittadina di Tenri (Giappone), dove a quei tempi era difficile vedere degli stranieri e per di più così alti (Geesink 2m. circa e Nicola 1,95 circa), oltretutto mezzi nudi, inseguiti da un piccolo olandese seminudo a sua volta e dal sottoscritto: i passanti rimasero tutti allibiti!

Un’altra volta fummo ospiti a cena di tutti i reverendi padri del Tenrikyo, i quali  vollero a tutti i costi che Anton e Nicola cantassero delle canzoni del proprio paese. Per fortuna non mi fecero questa richiesta visto che sono stonato come una campana. I due buontemponi con il loro modo di fare riuscirono a ribaltare la frittata e a far cantare i reverendi padri! Tutti si divertirono molto quella sera nel vedere questo gigante bere direttamente dalla caraffa dato che tutti i bicchieri erano troppo piccoli per lui.

Alla fine dei Giochi del 1964 Anton entrò con preponderanza nella leggenda del judo, grazie alla sua clamorosa vittoria contro un giapponese ed attualmente il suo judogi si trova nel museo accanto a quello di Jigoro Kano.

Ottobre 1964 - Giappone/Resto del Mondo Saburo Matsushita, Anton Geesink, Bruno Carmeni, William Backhus

Ma non è tutto, finiti i festeggiamenti per le Olimpiadi gli organizzatori del Kodokan scelsero alcuni atleti di varia nazionalità per effettuare degli incontri in varie città del Giappone con i più forti atleti nipponici: si trattava di tornei “Giappone contro il Resto del Mondo”.

Geesink non si tirò indietro malgrado la sua enorme fatica ai Giochi, mentre i medagliati Nakatani, Okano, Inokuma e Kaminaga non accettarono. Fui scelto quale unico rappresentante dell’Italia, in quanto Nicola rientrò a casa assieme a tutta la squadra nazionale.

Gli incontri ebbero luogo nelle città di Sendai, Nagoya, Tenri e Fukuoka. La cosa straordinaria era che noi “stranieri” eravamo sempre presenti, mentre la squadra giapponese cambiava in ogni città. Geesink era giustamente osannato e riverito quale “mostro sacro”, ma questa sua veste non gli impediva di fare scherzi agli altri occidentali. Grazie all’amicizia e stima del campione olandese fui risparmiato.  

Nella nostra gioventù abbiamo passato dei periodi molto intensi insieme, a volte anche goliardici e nell’arco degli anni ci siamo sempre rivisti volentieri. Ma ci fu sempre un rispetto e stima reciproca che non mancavamo di manifestarci anche in tempi recenti.

Durante un Congresso della Federazione Internazionale, che si svolse a Birmingham (1999), Anton mi fece omaggio del suo ultimo libro. Poco dopo nel 2000 lo incontrai di nuovo al nostro Centro Olimpico di Castelfusano in occasione di una riunione tecnica da lui presieduta. Venuto a conoscenza che avrebbe indossato la cintura nera, sia Nicola che il sottoscritto provvedemmo immediatamente a fare lo stesso e ad avvertire gli altri di fare altrettanto.

Roma 2000 - Anton Geesink, Bruno Carmeni, Nicola Tempesta Far Crescere i Piccoli Come ai Vecchi Tempi!

Sayonara Geesink San, resterai sempre un “Grande Judoka con Tecniche Judo Eccezionali ed un Grande Amico”!

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