• My thoughts on the DO

    Starting practice is one of the most precious moments. It can be very exciting and eventually leads to fabulous growth. Now is the very moment to decide if to go all the way through.

    When I started judo practice I decided, that I would have done it for the rest of my life and that my Master would have been a constant presence in my thoughts.

    Fundamental to the DO is one ingredient: COMMITMENT, indicating, that self-discipline and persistence must be kept regardless of how hard it is.

    Practice puts us under constant stress, but without it we would never be able to develop our personality.

    Commitment and self-discipline are precious as gold for those seeking the DO.

  • In the Sixties

    1960: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

  • More than 40 years later!

    2007: Bruno Carmeni throwing his opponent with seoi nage

Judo e Turismo nella Città di Kitwe (Zambia)

A fine Luglio 2010 ci siamo imbarcati a Francoforte diretti in Africa per degli allenamenti con la Nazionale di Judo dello Zambia. Il primo scalo l’abbiamo effettuato all’aeroporto Sud Africano di Johannesburg. Siamo rimasti impressionati dagli enormi cartelloni pubblicitari inerenti ai Campionati del Mondo di Calcio che si sono svolti poco prima del nostro arrivo.

Vista l’architettura e la modernità dei negozi abbiamo dedotto che la costruzione sia stata rivista di recente. Ci siamo fermati un paio di ore per poi riprendere il nostro viaggio alla volta della nostra meta.

Arrivo all'Aeroporto Internazionale di Ndola (ZAM) 28 Luglio 2010

Dato che i nostri primi impegni in questa nazione avrebbero avuto luogo nel nord del paese siamo atterrati all’aeroporto internazionale di Ndola che serve la città di Kitwe. Dire “aeroporto internazionale” e vederlo ci ha fatto rimanere meravigliati visto che si trattava di una pista di atterraggio con annesso un hangar ed una torre di controllo. Il nostro arrivo è stato fragorosamente accolto da una applauso da parte di un folto gruppo delle scuole elementari a bordo pista. In un primo momento ci siamo sentiti importanti credendo che fossero venuti a dare il benvenuto proprio a noi! Amara delusione…..era una semplice gita scolastica.

Non avevamo presente la fisionomia del nostro interlocutore africano, tale Jonathan Kruger, pensavamo di avere difficoltà a riconoscerlo pertanto avevamo indossato il berretto del nostro Judo Club e la polo dell’Italia. Appena usciti ci è venuto incontro un omone alto quasi 2 metri biondo con gli occhi azzurri, accompagnato da un signore di carnagione chiara con i capelli bianchi: la sorpresa fu forte nello scoprire che erano i due componenti della  famiglia Kruger, padre e figlio, i nostri interlocutori zambesi.

Ci hanno accompagnati al loro agriturismo dal nome esotico Kumasamba, la cui traduzione suona all’incirca “Là Dove Tramonta il Sole”. Essendo abituati ai nostri agriturismo, non pensavamo certamente di trovarci ai margini della savana al cui fianco scorre il fiume Kafue, affluente dello Zambesi, ricco di coccodrilli ed ippopotami. Tra la nostra abitazione e la savana vi erano due laghetti artificiali comunicanti nei quali vive un coccodrillo adottato dalla famiglia Kruger  che hanno simpaticamente chiamato “Francis”.

Kumasamba Lodge - Il Coccodrillo Francis

Il Sig. Kruger Senior ci disse “non è aggressivo però non vi consiglio di entrare in acqua”. Dato che alle sei di ogni mattina Aida faceva footing attorno al laghetto, la notizia non era alquanto rassicurante.

Tanto per dare l’idea del luogo a chi legge un giorno sono arrivate un gruppo di scimmie che saltellando da un ramo all’altro in cerca di cibo ci hanno fatto visita e ci hanno accompagnato per un pezzo fino al dojo.

Il Judo Club Kumasamba è costituito da una costruzione in mattoni sulla cui faciata campeggia la scritta “Kodokwan Judo-Jujutsu” con all’interno un tatami di 7x8m. Naturalmente di spogliatoi, docce, sciacqua-piedi neanche l’ombra. Vien da sé chiedersi chi sono gli insegnanti. Papa Kruger era un pugile in gioventù e dopo aver conosciuto un frate cappuccino judoka, di cui parleremo successivamente,  si diede ad una forma di judo più vicina al jujitsu.

Il figlio Jonathan si recò in Giappone dove rimase per sette anni negli anni 90 a praticare judo ed a studiare la lingua. Questa sua specializzazione lo portò a rappresentare lo Zambia ai Campionati del Mondo di Judo 1995 che si svolsero a Chiba in Giappone.

6 Agosto 2010 - Membri del Judo Dojo Kodokwan Kumasamba con Maglietta e Beretto del Judo Club Conegliano (Italia)

I bambini dai sei anni in su frequentano questo dojo, ma per farlo fanno circa dieci km a piedi nudi nella savana all’andata e così al ritorno spesso con il buio pesto, in quanto non vi è alcuna illuminazione stradale, ma solamente quelle delle auto occasionali che passano di là. Ci vengono in mente i nostri mini-judoka mammoni….

Nei giorni successivi ci siamo recati nella città capoluogo Kitwe dove il buon Jonathan ci aveva fissato un appuntamento con il Direttore Amministrativo del Comune ed il Capo della Polizia con i quali abbiamo avuto dei colloqui cordiali, portandoli i saluti dell’Amministrazione Comunale di Conegliano e del Presidente della FIJLKAM, Dott. Matteo Pellicone. Si è auspicata una eventuale possibilità di scambio di esperienze con la Polizia Municipale della nostra città.

Il Capo della Polizia di Kitwe è stato entusiasta della nostra visita e della disponibilità a tenere un corso di Metodo Globale di Autodifesa (MGA) FIJLKAM, quindi ci ha invitato ad una foto ufficiale con tutto il gruppo del suo reparto. Il pomeriggio stesso nel dojo di Kumasamba hanno avuto inizio le lezioni. Vi è stata una folta partecipazione da parte di entrambi i sessi, nonché un grande entusiasmo e vigoria nel affrontare il programma tecnico preposto. Tanto è vero che alla fine di ogni lezione nessuno aveva intenzione di fermarsi.

30 Luglio 2010 - Foto Ufficiale con la Polizia Municipale di Kitwe (ZAM)

30 Luglio 2010 - Foto Ufficiale con la Polizia Municipale di Kitwe (ZAM)

A giorni alterni c’era la sessione di judo regolare con bambini ed adulti, sia principianti che esperti. Non era sempre possibile individuare chi fosse chi in quanto non tutti avevano il judogi o la cintura appropriata. Ma indipendentemente da questo fatto c’erano molti talenti naturali ed un grande potenziale, che se sviluppato in modo adeguato può dare degli ottimi risultati sia in campo nazionale ed a lungo termine anche internazionale. Ma purtroppo la situazione economica generale del paese non permette grandi passi, né un’evoluzione tecnica a breve termine.

Tanto è vero che visitando la città di Kitwe abbiamo notato che molte strade sono sterrate non asfaltate ed i marciapiedi non sono sempre esistenti. C’è molta povertà, comunque ognuno s’inventa dei modi per sbarcare il lunario. Lungo la statale si trovano venditori ambulanti che offrono di tutto: arte locale, frutta, ortaggi, uova , carte telefoniche, letti, poltrone e quant’altro.

Siamo stati invitati a tenere una lezione sull’Italia alla scuola Limapela di Kitwe, comprendenti classi elementari e medie. Tutti sono stati molto attenti e felici di avere informazioni sul nostro bel paese. Hanno fatto varie domande, alcune molto interessanti ed altre personali. Dato che in Zambia non esiste più una monetazione metallica sono rimasti molto stupiti quando abbiamo fatto vedere la serie di monete dell’Euro, tanto è vero che ci hanno chiesto di lasciarli alla scuola quale oggetto di studio.

Gita con la Polizia Municipale al Reptilarium Privato vicino a Kumasamba con Nancy un Pittone di 4 Metri

Inoltre ci siamo recati assieme al gruppo della Polizia Municipale a visitare un reptilarium privato nei pressi di Kumasamba gestito da uno dei judoka del Dojo Kodokwan di nome Joshua. Prima di accedervi c’era un piccolo zoo privato con tartarughe, uccelli vari, esemplari della famiglia delle donnole, un coccodrillo ed animali più famigliari quali conigli, cani e gatti.  L’esperienza nel reptilarium è stata molto interessante in quanto oltre ad avere serpenti di origine africana aveva anche una serie di altre specie provenienti da tutto il mondo. Il clou della visita è stato il poter familiarizzare con un pittone di 4 metri docile come un agnellino di nome Nancy.

A conclusione della nostra permanenza in questa parte dello Zambia possiamo soltanto aggiungere che tutte le persone che abbiamo incontrato si sono dimostrate molto disponibili, ospitali e gioviali, quindi non possiamo che avere belle memorie che abbiamo riportato in Italia con noi.

Kumasamba - Bruno Carmeni Davanti al Nostro Alloggio

La seconda parte del nostro viaggio era più prettamente dedicata al judo ed allo studio delle tecniche su invito dell’Associazione Judo Zambese con la Nazionale presso il Centro Sportivo Jude McKenna a Lusaka, la capitale dello Zambia, di cui seguirà articolo a breve.

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